La Pelle – Storia e Lavorazione
La pelle è un materiale importante con molti usi. Il suo uso principale attualmente è nell'industria della calzatura, ma non solo. Insieme al legno, la pelle ha formato la base di molta tecnologia antica. Ancora oggi è segno di grande qualità, a patto di essere lavorata con attenzione e molta cura.
La lavorazione della pelle oggi, la concia, è rappresentata in Italia da oltre 2.100 unità produttive, concentrate soprattutto in tre principali "distretti conciari", quali quello vicentino di Chiampo e Arzignano, quello di S.Croce all'Arno (PI) e di Solofra (AV). Ogni distretto risulta contraddistinto da una specializzazione produttiva riferibile alla tipologia di pelli lavorate ed alla destinazione del prodotto finito.
Da sempre l’uomo utilizza abiti e accessori in pelle quali borse e chinghie, fino a tutti i prodotti contemporanei che ben conosciamo, e forse è proprio la storia che permea questo prodotto a renderlo così amato.
Indubbiamente la lavorazione della pelle è una delle più antiche attività umane. All'inizio le pelli ottenute dalla caccia e dall'allevamento di animali erano usate come tende o vestiti, ma avevano due inconvenienti: alle basse temperature diventavano rigide e l’esposizione il calore le putrefaceva. Era necessario renderle inalterabili, quindi si cominciò a trattarle con dei grassi per renderle più flessibili e resistenti, oppure ad affumicarle (procedimento che, in seguito, si trasformò nella concia "all'aldeide", un elemento presente nei vapori sviluppati dalla combustione di foglie o rami verdi).
Anche la concia vegetale era già conosciuta in tempi lontanissimi, grazie al potere conciante del tannino contenuto nella corteccia di alcune piante (soprattutto la quercia).
Un altro metodo di cui si ha notizia è quello della concia all’allume, un minerale abbastanza diffuso in natura, particolarmente nelle zone vulcaniche, che diede origine alla concia "all'alluda". Tutti questi procedimenti, man mano più raffinati ed efficaci, furono alla base della possibilità di impiego della pelle nel mondo antico e continuarono ad esserlo per secoli.
L'abilità di lavorare la pelle per ottenerne accessori non fu prerogativa del mondo occidentale: anche in Asia i Mongoli usavano borracce di cuoio, coperte, maschere e cuffie in pelle decorate artisticamente.
Un notevole sviluppo nei procedimenti di trattamento della pelle si ebbe nel Dodicesimo secolo, tanto che, da allora, e sino al secolo scorso, non intervennero innovazioni sostanziali fino alla metà dell'Ottocento, con la scoperta del potere conciante dei sali di cromo, con cui la concia iniziò ad avere sviluppo industriale.
Oggi il processo produttivo conciario è composto da una serie di lavorazioni chimiche e meccaniche la cui natura e sequenza possono variare molto in funzione del tipo di pelle lavorata e dell'articolo finale prodotto.
Ancora oggi tutti quei piccoli oggetti come i portafogli artigianali in pelle, le borse artigianali, gli orologi, i portamonete, i portablocchi, i servizi da scrittoio o gli altri piccoli accessori come i portachiavi, ci aiutano a respirare quell’aria di preziosa antichità, a ricordare anche nei piccoli gesti quotidiani il valore della qualità e della cura dei particolari.
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